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mercoledì 14 ottobre 2015

La vicenda fiscale di Stefano Fetta e gli Archivioni



E' ora di raccontare la vera vicenda del negozio storico Henry Shoes di Roma evidenziata in passato in Veneto da Cesare De Stefanis. "Questa verità-denuncia, assieme a molti altri vergognosi episodi fiscali, é emersa già al convegno di Valdobbiadene del 26-05-15. ...e l' Agenzia glissa (aggiunge F.Maccadino)" Di sotto riportata la verità sulla vicenda fiscale perpetrata alla famiglia di
Stefano Fetta (nome d'arte) , seduto accanto al Sott.rio dell'Economia e Finanza E. Zanetti.
Questo blog è stato creato per rafforzare l'idea della "Malafede Fiscale" con uno dei suoi tanti
 video / inchiesta sul modus operandi dell'AE.
La domanda è: se i Funzionari sono in galera perchè lo stato non ci risarcisce il maltolto?
                                                                                                      Buona Visione

STORIA UNO DI DIECI
LE MINACCE TELEFONICHE(TAGLIATE PARTI SALIENTI)

"telefonate vessatorie dell'agenzia delle entrate da parte di persone condannate per truffa"




Ecco una parte delle due telefonate vessatorie che la Procura ha archiviato 


Telefonate vessatorie dell'agenzia delle entrate da parte di persone condannate per truffa




                                          STORIA DUE DI DIECI
IL MESSO:

Il Messo Notificatore dell'Agenzia delle Entrate non trova ai citofoni un Negozio esistente dal 1958.Il Messo viene arrestato in seguito per estorsione concussione e truffa.La Ditta paga 50 Mila euro tra Multe Agio More ed Avvocati.
La Ditta Henry Shoes ringrazia per l'omissione di aiuto.






                                                             STORIA TRE DI DIECI

                                      LA MANCATA NOTIFICA 

L'Avvocato di parte e la sua collaboratrice su incarico del negozio storico impugnano l'atto.
Volete sapere come e dove? Dal Giudice di Pace.....
La mancata notifica impugnabile con "Querela di Falso" 
viene portata innanzi ad un Giudice non competente.
La famiglia attende 4 anni e poi chiaramente avviene il Rigetto. Per il ricorso non rimane spazio in quanto attraverso PEC l'Avvocato di parte mette al corrente la Storica azienda soltanto l'ultimo giorno disponibile per l'impugnazione.





 STORIA QUATTRO DI DIECI
( IPOTECA PER 400 EURO )

A SEGUITODI ULTERIORI INDAGINI SI EVINCE UNA CARTELLA PAZZA DI 8000 EURO (ILLEGITTIMI) DOVUTI AD UN ERRORE DELLA COMMERCIALISTA.
NE PARLA LA TV MA PER TOGLIERE L'IPOTECA OCCORRERANNO 5 LUNGHI ANNI




STEFANO SI BATTE SU TUTTI I FRONTI PER CANCELLARE LE FALSE ACCUSE CHE
HANNO INCHIODATO L'ECONOMIA DELLA SUA AZIENDA E QUI SOTTO DESCRIVE
NUOVAMENTE IN TV LA PROBLEMATICA IPOTECA...
IL CONDUTTORE CONCLUDE DICENDO: QUI CI VORREBBE UN RISARCIMENTO"
MA NESSUN AVVOCATO HA MAI AVUTO IL CORAGGIO DI RICHIEDERLO.
DOMANDATEVI IL PERCHE'.




                                 STORIA CINQUE DI DIECI


La storia incomincia a complicarsi e dalla "sala dei bottoni"
incominciano ad accavallarsi le cause Tributarie. 
Tre cause in due giorni e non su Stefano ma sulla sua mamma disabile a causa di installazione di protesi di anca in plastica...
La vicenda viene visualizzata anche da Gianluigi Paragone di la7 che non perde tempo e manda unn troupe di Tagatà per capire.


Anomalo nella seconda parte del Video il comportamento del politico di turno che evita di entrare nel merito accusando un ex Dirigente dell'Agenzia delle Entrate.

  "Una legge criminale, permette di minacciare i contribuenti"


 STORIA SEI DI DIECI 
(RITO DELLA MANCATA NOTIFICA)

Con il rito della Mancata notifica vengono applicati 3 studi di settore alla ex Commerciante  (per aver guadagnato poco).A.C. venne accusata di evasione ma in realtà non riusciva più a lavorare ed a seguire la sua attività in quanto in quel periodo le venne installata una Protesi in Plastica presso l'Istituto San Carlo di Nancy di Roma. Il Pm fece carte false e non fece periziare la protesi dopo il sequestro avvenuto dopo la seconda operazione.
Gli Studi di Settore vennero pagati ed il Giudice Tributario  non prese in considerazione l'Inchiesta per la Protesi e quindi le non sane condizioni fisiche della Titolare del Negozio Storico esistente dal 1958 (dichiarato inredibilmente "sconosciuto" dal Messo Notificatore dell'Agenzia delle Entrate, finito poi in galera con l'accusa di estorsione , concussione e truffa).

 STORIA SETTE DI DIECI 
(INSERITA PROTESI IN PLASTICA)

Ps.Nessuno della Procura di Roma nota la Persecuzione sulla disabile ed il caso degli strani eventi. Il tutto viene denunciato nel libro "Errorismo Tributario" dopo la minaccia dei colletti bianchi (durante la richiesta di pizzo) che promisero tempeste fiscali. 

COMUNICATO STAMPA



All’epoca dei fatti descritti l’allora procuratore di Torino Guariniello stava procedendo penalmente per la commercializzazione di protesi all’anca difettose e tossiche con l’accusa di frode in commercio e commercializzazione di prodotti dannosi per la salute. Secondo i dati della procura tra il 2003 e il 2010, almeno 1.500 dei 4.800 pazienti che hanno subito impianto di protesi d’anca si sono dovuti sottoporre a un intervento di rimozione e sostituzione. Le protesi difettose per l’accusa, tra l’altro, avrebbero provocato metallosi, ossia rilascio di ioni di metallo nel corpo.
Tra le vittime di questa situazione vi è la signora A.C., che, in seguito ad usura e malfunzionamento di una protesi d’anca installata il 06/04/2006 presso l’Isituto San Carlo di Nancy, si rivolse ad uno specialista per procedere ad un intervento di sostituzione. Lo specialista richiese la cartella clinica con il codice a barre dell’impianto, dati necessari per accertare se la protesi installata sia compresa tra quelle fallate incluse nell’inchiesta in corso.
Il 1 agosto 2012 la signora A.C. inviava un fax per ottenere tali informazioni. Il 6 agosto 2012 il figlio S.d.S. si recava presso gli uffici del San Carlo dove riusciva ad ottenere una dichiarazione attestante il tipo di impianto inserito, che però non risultava sostitutiva di quanto richiesto dallo specialista.
Il 10 agosto 2012 SdS inviava una raccomandata urgente ribadendo la necessità di ottenere la cartella clinica completa di codice a barre. La raccomandata venne ricevuta dal San Carlo dopo 11 giorni in seguito a sollecito a Poste Italiane, che non hanno mai risposto alla lettera di reclamo. Successivamente S.d.S. e A.C. hanno contattato il Dipartimento Programmazione Economica e Sociale, il Tribunale del Diritto del Malato, l’Assessorato Regionale alla Sanità, ma il codice a Barre non è stato mai consegnato.
Un avvocato e il Tribunale dei Diritti del Malato suggerirono l’intervento del Tribunale Civile di Roma ex art. 700 c.p.c. (provvedimenti d’urgenza). Il 4 dicembre 2013 il capo dei Nas, Caggiano, chiese chiarimenti dopo la segnalazione del Senatore Marino che aveva parlato dell’inchiesta in merito a protesi comprate dal San Carlo di Nancy a € 280 ed altre a 2.500. La protesi inserita potrebbe essere tra quelle economiche oggetto d’inchiesta.
Il 14 gennaio 2013 gli avvocati del San Carlo esibivano davanti al giudice due fotocopie dichiarando che l’originale della cartella clinica era sotto sequestro da parte della Guardia di Finanza. Prima di entrare in aula il figlio di A.C., provvisto di lettore di codice a barre rilevava che i codici portati dagli avvocati del San Carlo di Nancy non erano leggibili.
Nonostante la chiarezza della situazione il giudice ha ignorato la questione dei codici a barre e non ha permesso all’avvocato di A.C. di parlare. Ha compensato le spese (ognuno si è pagato i legali propri) e ha consegnato ad A.C. i codici illegibili.
Successivamente si è provato ad accedere agli atti della Finanza per verificare se tale codice fosse stato sequestrato e fosse identico all’originale. La Finanza ha dichiarato di non aver mai avuto i codici in oggetto a differenza di quanto dichiarato dai legali del San Carlo. Si segnala che le pagine della copia della cartella consegnata ad A.C., sono 31 anziché 34: mancano proprio le pagine contenenti i codici a barre.
Di fronte all’impossibilità di chiarire la questione si è proceduto attraverso i Carabinieri dei NAS incaricati dal PM della Procura Dovinola1 a far sequestrare la protesi, dopo l’intervento di sostituzione. Si segnala che nonostante la delicatezza del contendere la protesi sequestrata è stata inserita all’interno di una scatola opportunamente sigillata con spago, piombo e cartello indicativo su carta intestata NAS e riposto all’interno di un armadio in legno presso l’ospedale stesso.
La protesi non è mai stata periziata. Ad A.C. non è stato permesso di avvalersi del medico di parte. Non sono stati presi in considerazione i codici a barre irregolari. Ma il Procuratore intende archiviare il caso senza aver compiuto verifiche in merito. Nell’archiviazione si nota come minimo una certa sbadataggine: la data della denuncia è il 26-13 (leggesi tredici) 2013, il figlio di A.C. viene descritto come suo padre e non capace di esporre i fatti. Non solo, ma nella proposta di archiviazione si fa illogicamente riferimento a un’altra denuncia alla Procura per vessazioni e truffe tributarie subite dalla signora, ma del tutto estranee al procedimento in oggetto. Constatata la grande confusione da parte del PM è lecito pensare che la materia del contendere sia stata considerata con totale superficialità.
Si sospetta che si voglia evitare di far giungere la causa davanti al GIP e di periziare la protesi sequestrata dai Carabinieri dei NAS. Successivamente durante la pratica civile per danni all’udienza del 30 novembre 2017 il CTU ha chiesto al giudice di essere autorizzato ad acquisire la protesi direttamente dal depositario.
L’avvocato di parte ha insistito per la richiesta di autorizzazione del CTU ad acquisire ed esaminare l’impianto protesico oggetto di sequestro, custodito presso i NAS. La difesa avversaria si è opposta alla relativa acquisizione in giudizio. Il giudice, esaminati gli atti, ha ordinato al c.t.u. di proseguire nella consulenza senza l’acquisizione della protesi, in difetto del consenso della controparte, rinnovando l’autorizzazione alla nomina di un esperto ortopedico, per procedere in operazioni peritali sulla signora A.C. e non sulla protesi sequestrata come doveroso.
La causa civile è ancora in essere, ma due giorni prima della perizia alla paziente (e non alla protesi !!!) è morto il consulente ortopedico.
Pochi mesi dopo, nel mese di giugno 2018 (due giorni prima della perizia), viene arrestato il Ctu del Tribunale di Roma che doveva periziare la paziente. Insieme a lei vengono arrestati anche dei militari con l’accusa di corruzione e falso su certificati medico legali.
Si segnala la difficoltà nell’avere giustizia in una causa che risulta, anche all’osservatore più sprovveduto, abbastanza chiara. Un evidente caso di mala sanità e mala giustizia che apparentemente per i poteri forti coinvolti non ha avuto la dovuta attenzione.

link clicca per leggere : Inchiesta PM
1 Sotto inchiesta a Perugia. Si veda: http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_agosto_19/fallimento-terravision-inchiesta-perugia-magistrati-romani-e2568a8a-2781-11e4-9bb1-eba6be273e09.shtml
Roma 20 febbraio 2018
Per contatti:
Stefano tel. 331 8675502
stefanofetta@gmail.com
Un grazie particolare ad European Consumers per l'Ennesimo caso di Malasanità che ha evidenziato il caso di "mia madre".Minacce sulla serranda del mio negozio dopo gli arresti di Don Decaminada e Temperini (ex Gladio) amministratore IDI. Carte false in Procura e nei Tribunali perr non far emergere la verità. Arrestato la scorsa settimana il CTU che doveva periziare mia madre.Caro Papa è questa la tua CHIESA? Siamo Guerrieri continueremo fino alla fine....
                                                                                      Stefano Fetta ...


 http://www.europeanconsumers.it/2018/07/10/protesi-danca-difettose-malasanita-e-malagiustizia-per-1500-persone/

La Notizia viene rimbalzata anche al Vaticano

https://www.notizieora.it/salute-benessere/malasanita-protesi-che-provocano-metallosi-per-1500-persone-il-codice-a-barre-che-fine-ha-fatto/?cn-reloaded=1




Nel Frattempo nel Novembre 2019

COMPAGNA SI COMPAGNA NO COMPAGNA UN CAZZO

Egregia CGIL vi mettiamo a conoscenza di: Aiuto negato da CGIL a pensionata disabile
La Cgil Roma est abbandona disabile a se stessa. A seguito di telefonata della sig.ra S. in data odierna siamo spiacenti di comunicarvi che mia madre A.C. classe 1942 disabile/pensionata è stata abbandonata nelle pratiche complesse di ricostituzione pensionistiche aventi come oggetto sospette alterazioni di dati contributivi e omessi inserimenti dati contributi effettivamente pagati in passato e poi spariti."Non ce ne intendiamo di F24 la risposta della VS "Compagna". Possiamo aiutarvi solo nella ricostituzione pensionistica...
Quindi per Voi reinserire dati già pagati prima di effettuare una onesta ricostituzione è fuori dalle vostre competenze?
Cordiali saluti.